Cicatrici e terapie innovative
Le cicatrici ipertrofiche e i cheloidi sono esiti fibrosi che risultano sulla pelle a causa di un’eccessiva produzione di collagene. Queste possono essere provocate anche da minime lesioni della pelle, come i piercing o l’acne, o da ferite traumatiche o scottature. A livello visivo, tali cicatrici problematiche si presentano come noduli rossastri in rilievo e possono dare prurito, dolore, causare una limitazione ai movimenti oltre che essere esteticamente deturpanti. La differenza principale tra cheloidi e cicatrici ipertrofiche è che i primi progressivamente aumentano di dimensione fino ad invadere il tessuto sano circostante. Le cicatrici ipertrofiche, invece, pur aumentando di volume, restano contenute nei margini originari della lesione. Il tessuto cicatriziale di entrambi i tipi di cicatrice solo in casi rari si radica in profondità nel derma.
È ampiamente documentato nella letteratura medica che alcuni fattori, come il gruppo etnico di appartenenza, lo stato ormonale e la localizzazione della lesione, possono contribuire ad aumentare l’entità della cicatrizzazione. La formazione di cheloidi è maggiormente frequente in soggetti con pigmentazione scura della pelle, con un’incidenza dal 4,5% al 16% tra africani ed ispanici. Da notare, i dati dell’università nazionale di Singapore indicano che i cheloidi sono tre volte più comuni nei pazienti cinesi piuttosto che sui pazienti caucasici. Un altro studio riporta che i cinesi sono leggermente più inclini alla formazione di cheloidi rispetto agli indiani e malesi dalla pelle più scura. Le cicatrici ipertrofiche sono invece più comuni e si manifestano con uguale frequenza in tutti i gruppi etnici.
L’età media dell’inizio di sviluppo dei cheloidi è stimata approssimativamente intorno ai 22 anni sia per i maschi che per le femmine. Alcune specifiche zone del corpo sono maggiormente predisposte alla cicatrizzazione anomala sono le aree ricche di ghiandole sebacee o dove è maggiore la tensione cutanea, come ad esempio le spalle, la parte superiore del dorso e delle braccia, il torace, le orecchie, le guance e il collo. Le cicatrici ipertrofiche possono regredire spontaneamente nel tempo, mentre la regressione spontanea dei cheloidi è rara.
Proprietà generiche del silicone
Tra i materiali ritenuti idonei nella cura della pelle, i siliconi si distinguono per la loro biocompatibilità. In più, i siliconi chimici offrono un ampio spettro di prestazioni tali da renderli idonei per diversi utilizzi, che vanno dal ruolo di eccipiente multifunzionale e ingrediente farmaceutico al ruolo di componente primario per dispositivi medici.
Benefici del silicone nella terapia delle cicatrici
Esistono molteplici tecniche utilizzate per prevenire e trattare le cicatrici anomale. Le terapie più comuni prevedono l’utilizzo dei fogli in gel siliconico e le iniezioni di corticosteoidi. Studi clinici attestano che i fogli in gel di silicone sono una terapia sicura e dagli esiti migliori rispetto alle altre terapie occlusive con polietilene o poliuretano. Sebbene meno studiati, anche le formulazioni in fluidi siliconici si sono dimostrate efficaci nel trattamento delle cicatrici ipertrofiche minori. Al momento è ancora da chiarire la causa della beneficità di questa terapia e probabilmente i risultati positivi si debbono in gran parte all’aumentata idratazione indotta dal materiale siliconico.
Esistono poi altre modalità di trattamento delle cicatrici, ma non sono ancora state testate approfonditamente, e poche sono state supportate da studi clinici controllati. Tra queste terapie sperimentali rientrano le applicazioni (topiche o infiltrate nella lesione) di steroidi, gli ultrasuoni, la crioterapia, la terapia compressiva, la radioterapia e la laserterapia. In alcuni casi, infine, per ridurre la dimensione della cicatrice problematica viene praticata l’escissione chirurgica, ma il nuovo esito cicatriziale viene comunque sottoposto alle stesse sollecitazioni meccaniche, immunologiche e biochimiche della cicatrice originaria. In generale, le cicatrici ipertrofiche rispondono in modo maggiormente positivo al trattamento piuttosto che i cheloidi.
Fonte: Dow Corning


